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Articoli prima infanzia

  • Come utilizzare un marsupio bambini

    come utilizzare marsupio per bambiniConsigli utilizzo marsupio per bambini

    Sempre più genitori, soprattutto le mamme, si dedicano al "babywearing", ossia portare il proprio bambino in fascia o marsupio. Questa usanza, oggi di gran moda nel mondo occidentale, ha in realtà origini molto antiche nei paesi asiatici, africani e sudamericani, dove viene ancora largamente praticata. Se una volta si utilizzavano esclusivamente dei teli che servivano letteralmente per legare a sè il proprio bambino, oggi, invece, in commercio esiste una grande varietà di marsupi e fasce porta bebè per tutti i gusti e le esigenze.

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    Marsupi & Babywearing
    Fino a non molto tempo fa nei paesi occidentali tenere spesso in braccio il proprio bambino o utilizzare un supporto come il marsupio veniva considerato un atto inutile e, anzi, dannoso per il piccolo, che sarebbe stato poi abituato al "vizio" di stare in braccio ai genitori. Oggi fortunatamente ci si sta ricredendo su questa errata convizione, perchè numerosi studi hanno ampiamente confermato la necessità del neonato di avere un frequente (per non dire costante) contatto fisico con la mamma. Si tratta, infatti, di un bisogno assolutamente fisiologico in quanto il piccolo in poco tempo passa dall'ambiente uterino al mondo esterno, dove si sente completamente spaesato. A questo si aggiunge il fatto che all'inizio della sua vita extra uterina il neonato è completamente dipendente dai genitori, soprattutto dalla mamma che l'ha portato all'interno del suo corpo per tutta la gravidanza. A tal proposito gli esperti definiscono i 9 mesi successivi al parto "esogestazione": una vera e propria gestazione fuori dal pancione, un periodo in cui il rapporto tra mamma e neonato si consolida e che serve moltissimo ad entrambi. Questa vicinanza, infatti, non fa bene solo al bambino ma anche alla mamma. È proprio grazie al contatto con il neonato che il corpo materno viene stimolato alla produzione di ossitocina e prolattina, due ormoni importantissimi per accrescere il legame con il suo piccolo e fondamentali soprattutto se la donna allatta al seno. A queste motivazioni se ne aggiunge un'altra puramente pratica, ma assolutamente importantissima: la comodità di avere il proprio bambino addosso mantenendo però le mani libere! Indubbiamente un valido aiuto, soprattutto per chi ha già un altro figlio a cui dedicarsi.

    Marsupio vs. fascia portabebè
    Quando ci si trova a dover scegliere il supporto per portare il proprio bambino è inevitabile incorrere nel dubbio "marsupio o fascia portabebè?". Ovviamente si tratta di una scelta personale dettata dai propri gusti, esigenze e dall'età del bambino. C'è da dire, però, che rispetto alla fascia porta bebè il marsupio è indubbiamente più pratico, perchè già pronto da indossare e facilmente regolabile. La fascia, invece, richiede un po' di esercizio per capire come legarla correttamente. Una volta imparato però è innegabile che si tratti di un elemento estremamente confortevole per il neonato, che viene completamente avvolto come se fosse sempre abbracciato. Per questo motivo la fascia viene spesso usata per la "kangaroo therapy" con i bimbi nati prematuramente. Nonostante la fascia possa spesso essere utilizzata per portare il bimbo in diverse posizioni (fronte mamma, fronte strada, sul fianco e sulla schiena), per i bambini più grandicelli potrebbe non risultare comodissima in quanto li limita nei movimenti non permettendogli di "sgambettare" liberamente. Su questo il marsupio è decisamente più adatto in quanto concede maggior libertà di movimento. Il marsupio, infatti, è adatto sin dai primi giorni (a patto che si utilizzi un riduttore) che quando il bambino è più grandicello, infatti solitamente verso il 5°-6° mese di vita il bimbo può anche passeggiare rivolto verso la strada. Molti modelli, inoltre, permettono di essere indossati come zainetto sulla schiena, solitamente a partire dall'anno di età. Requisito imprescindibile è che si tratti di un marsupio ergonomico e che sia dotato di riduttore se lo si usa sin dai primi giorni di vita. Se il marsupio è ergonomico, infatti, il supporto ha la conformazione ideale per far mantenere al piccolo una postura corretta. Ovviamente, però, un marsupio non può essere avvolgente quanto una fascia, ma proprio per via delle sue caratteristiche tecniche risulta meno deformabile di quest'ultima. Inoltre, alcuni marsupi sono anche dotati di un parapioggia e parasole. Ulteriore differenza tecnica è il peso sostenibile dai due diversi supporti: mentre la fascia difficilmente consente di trasportare bimbi più pesanti dei 10 kg, ci sono dei marsupi che possono essere utilizzati anche sino ai 20-25 kg.

    Come scegliere il marsupio ideale
    Non ci sono dubbi: il marsupio è decisamente un supporto pratico e comodo, sia per il bambino che il genitore. Lo si indossa facilmente, è molto versatile e lo si può utilizzare a lungo. Per scegliere il marsupio perfetto, però, bisogna prendere in considerazione due elementi fondamentali: l'ergonomia e il materiale.
    - Ergonomia
    Un buon marsupio deve essere necessariamente ergonomico, in quanto deve rispettare la fisiologia del bambino e anche di chi lo porta. È importante che la seduta sia abbastanza ampia da arrivare almeno quasi alle sue ginocchia. Inoltre, è bene che il peso del piccolo non venga scaricato sui suoi genitali ma che sia distribuito omogeneamente sulla colonna vertebrale e, soprattutto, sul portatore, il cui corpo si trova a diretto contatto con quello del bebè. Lo schienale deve mantenere la schiena in una postura corretta, avendo cura della sua curvatura naturale nonchè supportando e contenendo il capo. Le gambe del bebè devono essere divaricate e, nei primi mesi di vita, rannicchiate e con le ginocchia all'altezza del bacino. La posizione, comunque, non deve risultare innaturale: il piccolo si troverà comodamente seduto e senza le gambine a penzoloni.

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    - Materiale
    È fondamentale che il tessuto sia traspirante, in modo tale che anche in estate il bambino resti fresco ed asciutto, e che le spalline non facciano impregnare di sudore il portatore. Molti marsupi oggi sono realizzati in materiali naturali, per esempio con fodere interne in cotone biologico che ne garantiscono l'anallergicità, la traspirabilità e la morbidezza. Inoltre, considerato che i bambini piccoli amano ciucciare quello che gli capita sottomano, è consigliabile scegliere un modello prodotto con tessuti di origine naturale e senza sostanze tossiche. Molto importante, infine, che il tessuto sia facilmente lavabile in lavatrice.

    Ci sono, poi, alcuni altri importanti requisiti che il marsupio soddisfare affinchè sia realmente comodo sia per il bambino che per il genitore:
    - lo spazio per le braccia e le gambe deve essere sufficientemente ampio per permettere al bimbo di starci comodamente e poter muovere gli arti.
    - Lo schienale deve essere abbastanza alto per reggere il capo del neonato ma anche regolabile, in modo tale che la schiena del bambino mantenga una postura corretta.
    - Un buon marsupio è anche dotato di un rinforzo lombare che aiuta a sostenere il peso del bambino e a distribuirlo uniformemente.
    - Il sistema di ganci e spalline deve essere molto robusto, non solo per sostenere il bambino, ma anche per far scaricare il suo peso correttamente ed uniformemente sul corpo del genitore. In questo modo portare il bambino nel marsupio sarà piacevole e non un supplizio. Molto utile la fascia che spesso si trova da allacciare in vita, perchè consente di scaricare parte del peso sulla zona lombare. Se un marsupio è strutturato in modo da distribuire il peso del bambino sia sulle spalle che sulla schiena del genitore, il supporto risulterà molto più confortevole per entrambi.
    - È bene scegliere un marsupio che sia dotato di ganci che consentano di slacciarlo facilmente, così da poter adagiare comodamente nel lettino il piccolo una volta addormentato, senza rischiare di svegliarlo.
    Ovviamente poi bisogna considerare che ogni adulto ed ogni bambino hanno delle caratteristiche fisiche specifiche, quindi la vestibilità di un marsupio rispetto ad un altro è certamente un fattore soggettivo.

    Come portare il bebè nel marsupio in tutta sicurezza
    Infine, ci sono alcune buone regole di cui tenere conto quando si porta un bebè con il marsupio. La più importante è quella di ricordarsi sempre della schiena del bambino, soprattutto quando molto piccolo, che necessita di essere sempre sorretta. Il viso del bimbo deve essere ben visibile, facendo attenzione che il suo mento non si trovi mai attaccato al petto del genitore per scongiurare il rischio di soffocamento. A questo proposito bisogna sempre verificare lo stato di cuciture e tessuti, ricordando che i bimbi piccoli amano mettere tutto in bocca e avendo cura di rimuovere o sistemare eventuali parti usurate. Una volta che il bambino sarà in grado di sostenere da solo la testa, dalla classica posizione fronte mamma (detta anche "belly-belly", ossia "ombelico-ombelico") potrà essere rivolto fronte strada (o posizione "fronte mondo"). Tenere presente, però, che non dovrebbe mai essere mantenuta troppo a lungo questa posizione perchè tende a sovraccaricare la colonna vertebrale ed è comunque inadeguata se il piccolo vuole riposare. In questo caso meglio rivolgerlo verso di sè in modo che possa dormire in una posizione più confortevole e riparata. Verso gli 8-12 mesi di età, si potrà invece iniziare a portare il piccolo sulla schiena. Molto importante per la sicurezza ed il benessere dell'adulto è che il bambino venga sempre posizionato correttamente: indicativamente il sederino del piccolo deve trovarsi poco sopra l'ombelico del portatore, in modo tale che il baricentro dell'adulto sia in perfetto equilibrio e la schiena non venga sottoposta ad uno sforzo eccessivo. Ovviamente nè i marsupi e neanche le fasce sono adatti al trasporto in auto, dove occorre utilizzare esclusivamente l'apposito seggiolino omologato, adeguato all'età ed al peso del bambino. Infine, anche se si sceglie il supporto apparentemente più robusto e sicuro, ricordarsi di allacciare sempre tutti i ganci di sicurezza, onde evitare spiacevoli inconvenienti.

  • Passeggino trio Maris di Goodbaby: quando la tecnologia incontra l'urban design

    Passeggino trio Maris Goodbaby, anche Seggiolone!

    Il marchio Goodbaby unisce i più elevati standard di sicurezza e design con funzionalità innovative. Rimanendo fedele a questi principi, fa della sicurezza e del comfort del bambino la sua priorità. Allo stesso tempo funzioni intelligenti ed intuitive rendono i prodotti Goodbaby confortevoli e facili da utilizzare pensando soprattutto al confort di genitori e bambini, senza tralasciare un design inconfondibile ed originale.

    Nel pieno rispetto di questi principi, nasce il nuovo passeggino trio MARIS, compagno di passeggiate ideale per la vita in città. Lusso e confortevolezza si traducono in un passeggino su quattro ruote dall’ingombro estremamente ridotto e dalla seduta reversibile e flessibile. Il nuovo passeggino trio Maris è un sistema da viaggio 3 in 1 perché può essere utilizzato con la navicella, con il seggiolino auto gb Idan coordinato, o con la confortevole unità seduta.

    Quali sono i vantaggi di avere un passeggino Maris?

    • COMPATTEZZA AI MASSIMI LIVELLI - Il sistema da viaggio gb Maris unisce comfort e funzionalità con un ingombro molto ridotto (solo 54 cm) ideale per le grandi città.
      • FACILE CHIUSURA A UNA SOLA MANO - Basta una mano per chiudere gb Maris in un insieme compatto progettato per stare in piedi da solo.
      • FUNZIONE RECLINAZIONE COMPLETA - Seduto o sdraiato, lo schienale e l'appoggia gambe di Maris si regolano nella posizione perfetta.product-Maris-Lux-Black-landscape-trilogy-811-186-71_tac10t
      • SEDUTA REVERSIBILE - Fronte mamma o fronte strada, in pochi secondi si gira la seduta nella posizione desiderata e si reclina con una sola mano.

     

      • FUNZIONE SEGGIOLONE - L'altezza della seduta è perfettamente compatibile con l'altezza media dei tavoli.
    • SENZA PENSIERI PER 4 ANNI – utilizzabile da 0 a 17 kg ovvero dalla nascita fino ai 4 anni circa del tuo bimbo.

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  • Ciao ciao pannolino, è arrivato il vasino!

     

    Consigli per dire addio al pannolino una volta per tutte

    I pediatri sono d’accordo: è possibile rinunciare al pannolino attorno ai tre anni di età, periodo in cui il bambino inizia a riconoscere gli stimoli della vescica e capisce quando è ora di “andare a farla”. Ci sono dei consigli che i genitori possono mettere in pratica per aiutare il loro piccolo in questa fase di transizione.

    Eccone alcuni davvero decisivi:

     

    1. Non fate sedere il bambino sul vasino a orari fissi e prestabiliti da voi, ma fatelo sedere solo quando gli scappa davvero. Sembra una banalità ma solo in questo modo il bimbo capisce la connessione tra lo stimolo e il dover sedersi sul vasino.
    1. Quando riesce a sedersi sul vasino in tempo per fare la pipì fategli tanti complimenti! Elogiate la procedura corretta anche se per metà se l’è fatta addosso. La tecnica migliorerà col tempo! :-)
    1. Non arrabbiatevi e non sgridatelo se si fa la pipì o la pupù addosso, ciò rischierebbe di mortificarlo più di quanto non lo sia già. Piuttosto incoraggiatelo verso il comportamento corretto per la prossima volta.
    1. Vestitelo con i pantaloni della tuta, in questo modo potrà spogliarsi da solo senza dover chiedere aiuto a nessuno e lo potrà fare con velocità. Se è estate meglio ancora se indossa solo costume o mutandine.
    1. Per abbandonare il pannolino per sempre, le strade da scegliere sono due: il vasino o il riduttore per wc. Cercate di capire cosa preferisce tra i due e metteteglielo a sua disposizione.
    1. Anche se avrà capito e imparato la procedura, capiterà ancora qualche incidente di percorso. Cercate di capire la situazione e abbiate pazienza fino ai 5 anni di età. Se il problema persiste oltre tale soglia allora è meglio consultare il pediatra.
    1. È preferibile attuare questa procedura durante l’estate perché permette al bambino di girare per casa con pochi abiti, leggeri e facili da togliere in caso di pipì impellenti. Se siete al mare è ancora più semplice!
  • Allergie di primavera: come prevenirle

     

    La bella stagione è alle porte, si allungano le giornate e i bimbi hanno voglia di giocare all’aria aperta con i loro amici per godersi i primi raggi caldi del sole. Dietro l’angolo sbucano le prime allergie, in particolare quelle legate al polline, e può capitare che si presentino i primi sintomi di rinite allergica.

    La rinite allergica si manifesta in particolari periodi dell’anno, in concomitanza con l’inizio dell’impollinazione di alcune piante, e si presenta proprio come un raffreddore: naso che gocciola, starnuti, occhi che lacrimano e prurito al naso.

    Tuttavia prevenire allergie di questo tipo è possibile, basta mettere in pratica questi 4 consigli:

     

     

    1. Evita di far respirare fumo al tuo bambino: sin da quando è nella pancia della mamma l’esposizione al fumo si rivela davvero nociva per la salute del piccolo. Il fumo da sigarette aumenta la produzione di IgE che aggrava l’allergia nei soggetti che hanno già una particolare predisposizione.

     

    1. Rimuovi la polvere dalla casa: la polvere è la nemica numero uno per chi è soggetto alle allergie, per questo è molto importante dedicarsi alla pulizia della casa, in particolar modo nelle zone più vissute dal tuo bimbo. Utilizza un panno umido per catturare la polvere evitando che si sollevi e vada in giro.

     

    1. Evita le strade e le zone di smog elevato: lo smog contribuisce all’irritazione delle vie aeree di bambini e adulti facilitando l’insorgenza di allergie di tipo respiratorio. Cercare di prediligere strade meno trafficate per le vostre passeggiate è una buona pratica da attuare ogni qual volta potete!

     

    1. Se il bimbo è allergico ai pollini di una pianta particolare, sarebbe perfetto se organizzassi una piccola vacanza fuori città proprio nel periodo dell’impollinazione di questa pianta, in modo da tenerlo lontano dagli allergeni scatenanti.
  • Tosse persistente: rimedi casalinghi per combatterla

     

    Durante la stagione invernale i bambini molto spesso rischiano di avere la tosse, complici il freddo e la qualità dell’aria che respirano. Non sempre sciroppi, medicine e aerosol sono sufficienti per sedare la tosse, soprattutto se si tratta di tosse persistente notturna.

     

    Vediamo allora 7 suggerimenti casalinghi per dare man forte alle terapie farmacologiche.

     

     

    1. Fallo dormire con la testa sollevata

    Poni un cuscino sotto la testa per permettergli di dormire tenendo spalle e testa rialzata. In questo modo sarà possibile migliorare la sua respirazione notturna.

     

    1. Utilizza umidificatori per la sua cameretta

    Anche l’ambiente in cui si trova il tuo bambino può incidere sulla sua salute. Infatti, se l’aria che respira è troppo secca rischia di ostacolare la respirazione. L’utilizzo di umidificatori di alta qualità serve proprio ad ovviare a questo problema, garantendo aria più umida, pulita e più facile da respirare. In commercio ce ne sono di svariato tipo: a ultrasuoni, a vapore caldo o evaporativi, ma tutti sono in grado di garantire un corretto tasso di umidità dell’aria. Scopri alcuni modelli >>

     

    1. Tienigli il nasino libero e pulito

    L’acqua termale spray è davvero un toccasana per le vie respiratorie dei bambini. Se usata quotidianamente, previene raffreddori liberando il naso dalle impurità, dagli allergeni, dai batteri e dalla polvere. Anche gli aspiratori nasali sono uno strumento indispensabile per liberare il nasino del tuo bambino. In semplici mosse, non si arreca fastidio e si riducono rischi di otiti, riniti e sinusiti. Scopri alcuni modelli di aspiratori >>

     

    1. L’importanza del miele

    I bambini con età inferiore ai 4 anni non possono prendere mucolitici. Ai più piccoli si consiglia di somministrare il miele, perché ha una straordinaria proprietà antitosse agendo proprio come antimucolitico. L’ideale sarebbe dargli un cucchiaino al giorno, sciolto nel latte caldo.

     

    1. Fallo bere spesso

    Tutti i liquidi sono dei fluidificanti naturali per il muco e danno sollievo anche alla gola irritata. Per cui non risparmiatevi su acqua, te, latte e succhi. Anche se si abbonda…non fanno mai male!

     

    1. La cara vecchia zuppa di pollo

    Senza scadere in leggende e luoghi comuni, possiamo affermare con certezza che il brodo di pollo aiuta in caso di raffreddamento e tosse. Perché? Perché è ricco di vitamine, proteine, sali minerali, è facile da digerire e allevia la tosse. Meglio di così!

     

    1. All’aria aperta ma pulita

    Non sempre in caso di forte tosse la soluzione migliore è quella di rintanare il tuo bambino in casa. Al contrario, una bella giornata al mare o in montagna potrebbero essere molto efficaci. L’aria pulita e iodata spesso fa molto più di cento medicine!

     

    Questi sono solo alcuni consigli che puoi attuare in caso di tosse nei bambini e che si aggiungono (non sostituiscono) alle terapie date dal medico, fondamentali per una buona guarigione. Se, nonostante gli accorgimenti, vedete che nulla migliora, allora non esitate a sollecitare il vostro pediatra di fiducia.

  • Coliche insopportabili: 6 consigli per alleviarle

     

    Quando si presentano le coliche gassose nel lattante queste sono sempre accompagnate da crisi di pianto inconsolabile che vengono scatenate da attacchi di dolore acuto a livello addominale. Dopo aver fatto vedere il bambino al pediatra, ed esserti quindi accertata che non c’è nulla di grave, puoi tranquillizzarti perché questo disturbo non rappresenta alcun rischio per la salute e per la crescita del bimbo.

    Si tratta di un fenomeno molto comune che riguarda i lattanti alimentati sia con il latte materno che artificiale, e che si risolve solitamente entro i primi tre mesi di vita.

     

     

     

    6 consigli per alleviare le coliche

     

    1. Per prima cosa è bene mantenere sempre la calma e non spazientirsi. Il bambino, che è già irrequieto a causa di questo fastidio, potrebbe innervosirsi e scoppiare nuovamente in pianto. Questo accade perché è in grado di captare la tensione presente nell'aria, mentre in questo momento la cosa fondamentale è cercare di tranquillizzarlo.

    2. Sempre allo scopo di farlo rilassare, tienilo vicino a te con fasce o marsupi che permettano fasciaal bambino di mantenere un costante contatto diretto con te e di ascoltare i rumori che sentiva prima della nascita che per lui sono estremamente rilassanti come il battito del tuo cuore.

    3. Pratica dei massaggi delicati e poco invasivi a livello dell'addome allo scopo di far riprendere le normali funzioni intestinali. Se ti trovi davanti un bambino molto irrequieto, che potrebbe essere disturbato dal precedente tipo di massaggio, puoi tentare di farlo rilassare facendo scorrere le dita lentamente insistendo, in particolar modo, su gambe, braccia, schiena, petto e viso.

    4. Quando il bambino piange inghiotte molta aria con il rischio di aggravare la situazione per cui non dimenticare di fargli fare il ruttino aiutandoti appoggiando il piccolo sulla spalla, avendo cura di tenerlo in posizione eretta, e dandogli dei piccoli colpetti sulla schiena.

    5. Se vedi che tenere il ciuccio lo calma, daglielo senza problemi. In commercio si possono trovare anche tettarelle per biberon anticolica che alleviano il disturbo fin dai primi giorni di utilizzo. Sono dotati di valvole in cui entra l'aria che viene canalizzata verso il fondo in modo di non entrare in contatto con il latte.

    6. Ricerca la posizione che dà maggior sollievo al tuo bambino. Molti piccoli trovano giovamento dall'essere tenuti in braccio a pancia in giù con la testa poggiata sull'avambraccio ed una mano sotto la pancia in modo da sentire una leggera pressione che può alleviare il fastidio.

  • Arriva il primo dentino: cosa fare?

     

    La dentizione dei neonati

    Molte neo-mamme si preoccupano in vista della prima dentizione dei loro bambini perché a questa fase, comunque delicata, sono legate delle "credenze" secondo le quali i piccoli si ammalano più facilmente. Sfatiamo subito questo aspetto perché, se anche manifestassero febbre o stati influenzali, sarebbe solo una coincidenza con il fatto che dopo circa 4-6 mesi gli anticorpi che erano stati trasmessi dalla madre si esauriscono.

     

    Come si manifesta la prima dentizione

    Il primo dentino, che è di solito un incisivo anteriore dell'arcata inferiore, dovrebbe spuntare tra i 4 e gli 8 mesi. L'età della prima dentizione è comunque indicativa perché il primo dentino potrebbe spuntare anche a 12 mesi e solo superata questa soglia è il caso di consultare un dentista pediatrico.
    Anche se il primo dentino non spunta, non bisogna preoccuparsi eccessivamente temendo che il bambino possa avere qualche minerale carente, come per esempio il calcio. Molto spesso i tempi della prima dentizione sono "ereditari" quindi molto simili a uno dei due genitori.

    Vi accorgerete che sta spuntando il primo dentino da piccole puntine bianche che si intravedono al di sotto della gengiva. La stessa gengiva può presentarsi con rossore, leggermente gonfia e il bambino può manifestare una ipersalivazione e la tendenza a mordere tutto quello che ha in mano. L'arrossamento si può estendere anche alle guance, al collo e al mento.

    I rimedi per alleviare i fastidi del bambino

    La fase della prima dentizione non è evidentemente un momento facile per i piccoli perché diventano irritabili, dormono male e poco, piangono spesso e potrebbero anche avere un calo dell'appetito. Tutto questo è provocato dal fastidio e dall'irritazione delle gengive che sono doloranti.

    Esistono però ottimi rimedi naturali con i quali alleviare questi fastidi come le pomate a base di sostanze biologiche quali la camomilla, la malva, la calendula che hanno un effetto lenitivo e che si possono applicare ogni 2-3 ore.

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    I bambini in attesa che spunti il primo dentino trovano un grande sollievo nel mordicchiare superfici ruvide che possano massaggiare le gengive che "prudono". A questo scopo esistono massaggia gengive con superfici differenti per un’esperienza tattile più gratificante, ma anche giocattoli che si mettono in frigo ogni ora e svolgono sia l'azione massaggiante che quella anestetizzante che deriva dal freddo. E’ ottima anche la collana d'ambra, pietra del benessere che, grazie al calore del corpo, emana degli oli eterei che alleviano il dolore dentale.

    Non devono naturalmente mancare le coccole e gli abbracci al vostro bambino che avranno un effetto calmante insieme agli altri rimedi suggeriti.

  • Capodanno con i bambini, da passare in tutta sicurezza

     

    Dopo Natale, Capodanno è senza dubbio la festività più attesa da grandi e bambini, per la bellezza del suo significato e la grandiosità dei suoi festeggiamenti, ma non bisogna mai dimenticare che il divertimento può spesso trasformarsi in un potenziale pericolo.

    Per questo è sempre importante adattare i festeggiamenti alla presenza dei bambini e scongiurare qualsiasi tipo di incidente. Vediamo come.

     

     

    Sei consigli utili per salvaguardare i bimbi a Capodanno

    E' fondamentale che i bambini siano sempre sotto l'occhio vigile ed attento degli adulti, per evitare che anche il gioco più innocente possa rivelarsi pericoloso. Si sa che a Capodanno si sparano i petardi ma questa abitudine può rivelarsi dannosa soprattutto per i bambini, per cui osservare cinque semplici regole potrà risolvere molti eventuali problemi:

    1. non lasciare mai che i bambini accendano stelle di natale, micce, petardi o stelle filanti
    2. senza la supervisione di un adulto;
    3. insegnare al proprio bambino che tutti i botti di Capodanno che si trovano per terra non vanno mai raccolti perché potrebbero essere inesplose;
    4. quando si lancia un petardo che giunto a terra non scoppia, non far mai avvicinare i bambini perché potrebbe esplodere in ritardo;
    5. non mettere i petardi negli zainetti dei bambini;
    6. ogni volta che si accende un petardo o una miccia, tenere sempre i bambini ad una minima distanza di sicurezza.

     

    Come comportarsi in caso di incidente

    Botti-di-Capodanno2Quando nonostante tutte le attenzioni e le premure non si è riusciti a prevenire un incidente, l'importante è non farsi prendere dal panico ed agire con consapevolezza e lucidità.
    Ecco dunque come intervenire in caso di ustione da miccia, petardi o fuochi di Capodanno:

    1. tagliare i residui di vestiti bruciati dalla zona dell'ustione;
    2. mettere sotto l'acqua fredda la zona dolente per almeno 20 minuti;
    3. coprire l'ustione con un panno o un asciugamano pulito, senza stringerlo;
    4. recarsi nel primo Pronto Soccorso sulla strada, per lasciare agire i professionisti il più rapidamente possibile;
    5. non creare allarmismo può aiutare a contenere il panico e ad agire meglio.
  • Giochi per bimbi: più sono semplici e più stimolano la creatività

     

    I bambini sono pieni di energia e nei primi anni di vita sono delle vere e proprie spugne in grado di assorbire tutti gli input provenienti dal mondo che li circonda e in particolar modo dai giocattoli con cui interagiscono ogni giorno. Più questi giochi sono semplici e più sono in grado di stimolare la creatività dei bambini, soprattutto nei primi mesi di vita.
     
    Tra i 12 e i 36 mesi, infatti, i bimbi manifestano la necessità di sperimentare e scoprire il mondo circostante, e grazie al gioco possono sviluppare le proprie capacità cognitive e motorie dando liberamente spazio alla loro creatività.
     
    In commercio sono disponibili vari tipi di giochi in grado di stimolare correttamente il bambino, come ad esempio giocattoli in legno e giocattoli creativi. Da non dimenticare i giochi scientifici con cui i bambini possono iniziare ad osservare la natura e soprattutto rispettarla: binocolo, microscopio da esterno e tanto altro ancora.
     
    Tra i giochi acquistabili in negozio è preferibile optare per giocattoli con cui è possibile creare, costruire, esplorare sia in ambienti chiusi ma anche all'aperto. Dal tappeto delle attività per i più piccini fino ai puzzle per i più grandi le alternative sono tante: l'importante, però, è non esagerare. Troppi giochi creano confusione ai bambini rischiando di sovrastimolarli eccessivamente senza dar loro una logica e un ordine costruttivi. Insegnar loro a metterli a posto rappresenta un ulteriore modo per migliorare la concentrazione ed è anche un bel modo per farli sfogare.
     
    I bambini sono curiosi e un modo interessante per stimolarli è la cosiddetta cesta dei tesori, ovvero un cestino in cui è possibile mettere vari oggetti come biberon, cucchiaini, pupazzi, libri, palline. I piccoli hanno così la possibilità di sviluppare i propri sensi in quanto possono confrontare allo stesso tempo più colori, odori e forme di vari tipi di oggetto.
     
    Un'attività particolarmente apprezzata dai bimbi è quella dei travasi: basta prendere dei recipienti di varie dimensioni e il gioco è fatto! Anche un semplice spazzolino da denti, una piccola scopa con paletta sono perfetti per divertire e allo stesso tempo stimolare la loro creatività.
     
    Fortunatamente è possibile proporre ai propri figli numerosi giochi intelligenti e creativi, riuscendo in questo modo a non sprecare inutilmente la fantasia. I bimbi si divertono se i primi a mettersi in gioco sono proprio i genitori che devono essere in grado di trascorrere con loro del tempo di qualità. I bimbi devono essere posti nella posizione di poter apprendere e allo stesso tempo svagarsi e divertirsi, a prescindere che si tratti di giochi acquistati in negozio o delle semplici realizzazioni fatte in casa.
     
    Quindi cosa aspettate a giocare? Buon divertimento!

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